I ragazzi di città – Mister Dabolina remix di Francesco Abate

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

In questa storia niente è quel che sembra. Quella di Furio Grimaldi, di giorno avvocato e dee jay la notte, è solo una maschera bicolore, al limite simbolo di vite ben altrimenti doppie, con sottofondi scabrosi. Furio è il capo spirituale della Family, gruppo di dj e rapper legati dai ritmi neri dell’hip hop e del funky. Con lui ci sono: Max (voce rap e sfacciato donnaiolo), François (muscoloso e taciturno gestore di un negozio di dischi), Joan e Gina (giovani ma toste). Un’altra estate è iniziata in quest’isola senza nome ma in cui si riconosce la Sardegna, e i ragazzi di città si spostano nei locali della costa per consumare senza freni la notte. La Family è fra i protagonisti della stagione. La loro tournée è un rito di piste incandescenti, cappuccini all’alba e spiagge affollate sotto il sole di mezzogiorno. Ma la vita spinta al massimo sulla corsia delle passioni sta per finire. La catastrofe arriva con un omicidio che dal sogno trascina verso l’incubo. La linea nera del racconto s’intreccia alle storie dei singoli personaggi, a un passato anche tragico e morboso. Perché c’è chi si porta dentro segreti inconfessabili. Ne sa qualcosa il fantasma di Peppino – drag queen di città – che aleggia sulla storia e di cose ne avrebbe da raccontare.

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Il dono supremo di Paulo Coelho

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Una moltitudine di persone, assetata di saggezza e spiritualità, si raccoglie intorno a un predicatore. La parola viene data a un giovane missionario seduto fra gli ascoltatori, Henry Drummond, che ha vissuto per alcuni anni in Africa. Henry apre la Bibbia e legge la prima Lettera di San Paolo ai Corinzi. Al centro dell’epistola è l’amore, che è superiore a tutto, non ha confronto con nessun’altra facoltà dello spirito, neanche la fede, ed è il dono supremo che culmina nell’inno alla carità del capitolo tredicesimo. A partire dal libro "La migliore cosa del mondo" del pastore protestante Henry Drummond, Paulo Coelho riflette sul messaggio contenuto nella prima Lettera di San Paolo ai Corinzi.

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Il Professionista di John Grisham

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Rick Dockery, ex promessa del football americano, è un quarterback che non ha mai saputo trovare la spinta necessaria per diventare un grande giocatore. La sua carriera sembra ormai avviata verso una dignitosa mediocrità, con un ruolo di seconda riserva nell’NFL, la massima serie americana. Una sera, però, entrato in campo sul netto vantaggio della propria squadra, Rick riesce a rovinare la partita, e la propria vita, con quella che sarà descritta da tutti i media come la peggior performance nella storia del football professionistico. Quando, dopo un incidente in campo, Rick si sveglia in un letto d’ospedale, la sua squadra lo ha già licenziato.
Ma giocare a football è l’unico mestiere che Rick conosce, e per questo prega il proprio agente di trovargli, nonostante la sua ormai pessima fama, un ingaggio qualsiasi che lo aiuti a superare la crisi.
Dopo una disperata ricerca, un posto sembra rendersi finalmente disponibile. È in Italia, nella squadra dei Panthers Parma. Rick non sapeva nemmeno che in Italia il football fosse praticato e, a dire la verità, non essendo mai uscito dagli Stati Uniti, non ha nemmeno la più vaga idea di dove Parma si trovi. Tuttavia parte, deciso a superare questo momento di sciagura e tornare in America non appena gli sarà possibile.
Ciò che Rick però non sa è che, nonostante i mille, comici equivoci che un americano che conosce solo la propria lingua può generare nella provincia italiana, a Parma troverà molte cose che la vita negli Stati Uniti non aveva saputo offrirgli: buon cibo e tempi rilassati, ma soprattutto degli amici, un amore e la riscoperta gioia di giocare. E mentre nel clima di brutale pressione del football professionistico non aveva saputo trovare un vero stimolo, saranno i valori di uno sport semiamatoriale, ma vissuto con genuina passione, a fare di lui, forse per la prima volta, un vero giocatore.
Con Il Professionista John Grisham torna alla sorprendente vena de L’allenatore e Fuga dal Natale regalandoci uno splendido romanzo sullo sport, l’amicizia e le occasioni con cui la vita, a volte, torna a sorprenderci.

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Scienziati di ventura di A.Mameli e A.Scanu

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Storie di cervelli erranti nel mondo, che conquistano posti di prestigio a Berkeley (Usa) e Grenoble (Francia), che lavorano a Warwick (Inghilterra) piuttosto che a Perth (Australia). I protagonisti di queste storie si chiamano Saba, Cortis, Rubattu, Pittalis, Loi, Portar, Contu. Cognomi sardi perché sardi sono i ricercatori costretti a lasciare l’isola per realizzare i loro progetti di ricerca. Molti, la maggior parte, oltre che ricchi di talento e di idee, sono anche giovani. Ma di loro fino ad oggi, qui in Sardegna, non sapevamo nulla, chiusi come siamo in una bufaliniana isolitudine, senza respiro sul mondo che ci circonda, in una cultura ripiegata su se stessa che produce stagnazione anziché innovazione.
A raccontare le vicende professionali e umane di questi ricercatori sono stati due giovani giornalisti scientifici, Andrea Mameli e Mauro Scanu, che hanno voluto ribattezzare i loro interlocutori con l’efficace definizione di scienziati di ventura. Paragonandoli, in tal modo, ai capitani che nel Cinquecento partivano alla conquista di terre sconosciute e lontane, proprio come nel terzo millennio hanno dovuto fare i ricercatori di casa nostra. Una ventina di storie, quelle racchiuse in Scienziati di ventura (Cuec editore, 11 euro), che stimolano ad una riflessione spassionata sulle contraddizioni del nostro Paese, sull’assenza di una politica seria a sostegno della ricerca e sulle mafie del baronaggio universitario, ma senza scadere nella recriminazione sterile e scontata. Anzi il senso più profondo del libro, presentato sabato scorso all’archivio storico, è esattamente di segno opposto. Perché mostra quanta qualità e varietà di uomini e donne di valore la nostra isola produca e come essi sappiano lavorare a progetti di grande rilievo qualora venga loro concessa l’opportunità di farlo.

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La grammatica di Dio di Stefano Benni

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

L`anima e il suo destino di Vito Mancuso

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi


Il libro

"Il libro incontrerà opposizioni e critiche, ma sarà difficile parlare di questi argomenti senza tenerne conto", scrive nella prefazione il cardinale Martini. Gli argomenti sono i più classici, l’esistenza e l’immortalità dell’anima, il suo destino di salvezza o perdizione. Del tutto nuova è invece la trattazione, in cui scienza e filosofia assumono il ruolo di interlocutori privilegiati della teologia, configurando una fondazione del concetto di anima immortale di fronte alla coscienza laica.
Criticando alcuni dogmi consolidati, il libro affronta l’interrogativo fondamentale che da sempre inquieta la mente degli uomini: se esiste e come sarà la vita dopo la morte.

L’autore

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Storia della bruttezza a cura di Umberto Eco

5 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Questo libro fa seguito al precedente Storia della bellezza. Apparentemente bellezza e bruttezza sono concetti che si implicano l’uno con l’altro, e di solito s’intende la bruttezza come l’opposto della bellezza, tanto che basterebbe definire la prima per sapere cosa sia l’altra. Ma le varie manifestazioni del brutto attraverso i secoli sono più ricche e imprevedibili di quanto comunemente si pensi. Ed ecco che sia i brani antologici che le straordinarie illustrazioni di questo libro ci fanno percorrere un itinerario sorprendente tra incubi, terrori e amori di quasi tremila anni, dove gli atti di ripulsa vanno di pari passo con toccanti moti di compassione, e al rifiuto della deformità si accompagnano estasi decadenti per le più seducenti violazioni di ogni canone classico.

Tra demoni, folli, orribili nemici e presenze perturbanti, tra abissi rivoltanti e difformità che sfiorano il sublime, freaks e morti viventi, si scopre una vena iconografica vastissima e spesso insospettata. Così che, incontrando via via su queste pagine brutto di natura, brutto spirituale, asimmetria, disarmonia, sfiguramento, in un succedersi di meschino, debole, vile, banale, casuale, arbitrario, rozzo, ripugnante, goffo, orrendo, insulso, nauseante, criminoso, spettrale, stregonesco, satanico, repellente, schifoso, sgradevole, grottesco, abominevole, odioso, indecente, immondo, sporco, osceno, spaventoso, abbietto, mostruoso, orripilante, laido, terribile, terrificante, tremendo, rivoltante, ripulsivo, disgustoso, nauseabondo, fetido, ignobile, sgraziato, spiacevole e indecente, il primo editore straniero che ha visto quest’opera ha esclamato: "Come è bella la bruttezza!"

NOTE BIOGRAFICHE
Umberto Eco – semiologo, professore, scrittore – è nato ad Alessandria nel 1932.
Tra le sue opere di saggistica si ricordano:
Opera aperta (1962), La struttura assente (1968), Trattato di semiotica generale (1975), Lector in fabula (1979), Semiotica e filosofia del linguaggio (1984), I limiti dell’interpretazione (1990), La ricerca della lingua perfetta (1993), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994), Kant e l’ornitorinco (1997), Sulla letteratura (2002), Dire quasi la stessa cosa (2003).
Inoltre, tra le sue raccolte, vanno menzionate:
Diario Minimo (1963), Il secondo Diario Minimo (1990), che comprende una prima antologia di Bustine di Minerva, i Cinque scritti morali (1997), La Bustina di Minerva (2000) e A passo di gambero (2006). Nel 1980 ha esordito nella narrativa con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), seguito nel 1988 da Il pendolo di Foucault, nel 1994 da L’isola del giorno prima, nel 2000 da Baudolino e nel 2004 da La misteriosa fiamma della regina Loana. Sempre nel 2004 ha pubblicato anche Storia della bellezza.

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Il diavolo nella cattedrale di Frank Schatzing

3 Dicembre 2007 Commenti chiusi

Colonia, 1260.
Gerhard Morart sa bene che non potrà mai completare la costruzione della «sua» cattedrale prima di morire. Quello che non sa, purtroppo, è che la morte non tarderà ad arrivare: qualcuno infatti gli tende un agguato e lo fa precipitare da un’impalcatura dell’edificio. Un delitto pianificato sin nei minimi dettagli, che tuttavia ha un singolare testimone: Jacop, un ladruncolo che si trova su un melo lì accanto, intento a rubare i frutti succosi per placare la sua eterna fame. Anziché darsela a gambe, Jacop si avvicina a Gerhad, che gli sussurra qualcosa all’orecchio prima di spirare…

Ma chi ha ucciso il celebre architetto? Jacop ha intravisto soltanto un’ombra; un’ombra che però adesso gli dà la caccia per metterlo a tacere. Atterrito, il ragazzo si convince di essere perseguitato dal diavolo in persona, ma trova un aiuto insperato in Jaspar, un brillante erudito, il quale è certo che nella vicenda ci sia ben poco di sovrannaturale o demoniaco. Allora quale misterioso disegno si cela dietro l’omicidio?

Per sciogliere l’enigma, Jacop e Jaspar cominciano a indagare tra i vicoli e le piazze di una città misteriosa e inquietante. E, tra colpi di scena e pericoli mortali, oscuri intrighi e personaggi insospettabili, riusciranno a ricostruire le trame di una congiura che coinvolge alcune delle famiglie più nobili e potenti della città e che mira a un obiettivo ambizioso e terribile…  

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Proroga prestito via e-mail

15 Novembre 2007 Commenti chiusi

Forse non tutti gli utenti sanno che è possibile richiedere la proroga di un prestito oltre che con i mezzi tradizionali (recarsi presso il reference della nostra biblioteca) anche via e-mail: è sufficiente infatti inviare una e-mail all’indirizzo biblioteca@provincia.cagliari.it indicando le informazioni necessarie per la proroga, ovvero: nome utente e codice della tessera di iscrizione, data di scadenza del prestito, autore, titolo, collocazione e numero di inventario del libro. La Biblioteca vi informerà sulla possibilità della proroga e sulla sua eventuale conferma.

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Non Pago di Leggere : le considerazioni di Dario Fo

14 Novembre 2007 Commenti chiusi

Il 16 gennaio 2004 l’ Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, "colpevoli" di non aver introdotto la remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati in biblioteca. E’ una misura che si inscrive in un quadro generale di attacco al diritto di leggere e di consumare cultura, musica, informazione. Già la cosiddetta EUCD, con le leggi di armonizzazione derivate, aveva pesantemente limitato le possibilità del diritto di copia e aveva introdotto la logica del consumo a scadenza dei prodotti (così, d’ora in avanti, chi acquisterà un e-book, un sw, un cd, un dvd, non avrà mai la certezza di poterlo utilizzare a distanza di anni o cambiando lettore, computer, palmare: è la civiltà dell’"inchiostro simpatico", come è stata simpaticamente definita).

Anche se non dovesse sortire effetti immediati, la procedura europea ha già ottenuto il risultato di far considerare oggi plausibile ciò che fino a ieri sembrava inconcepibile. Dovremo dunque far pagare i prestiti in biblioteca per ridistribuire royalties agli editori e (in piccola parte) agli autori? Dovremmo sottrarre al già risicato budget di acquisto delle biblioteche pubbliche una quota per il pagamento dei diritti alla SIAE (come è successo per le fotocopie) magari proporzionale al numero di iscritti (come in Francia) o dei prestiti, con il risultato encomiabile di punire le biblioteche più attive ed efficienti? Dovremmo addossare allo stato la spesa, configurando una indiretta tassa sulla lettura, un equivalente moderno della tassa sul macinato?

Tutte queste soluzioni sono ugualmente indigeste. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: esistono e combattono perché gli autori (non solo quelli dei bestseller) siano conosciuti, letti, amati. Perché possano essere conosciuti, letti e amati anche dopo essere spariti dagli ostensori del mercato, dove rimangono per una vita media di soli sei, sette mesi. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: investono in catalogazione, promozione, stoccaggio per permettere agli autori di raggiungere i loro lettori. Esse rappresentano un grande scaffale aperto per l’editoria e per la libertà di informazione.

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